Ron & Cassandra | 010817

«Mio Signore…» Fece un lieve inchino, mantenendo lo sguardo alzato, fisso su di lui, prima di tornare in posizione eretta. «Bentornato.» Ron vide la giovane ragazza fare un inchino, sorridendo malizioso e soddisfatto. Vedendola ancora al suo cospetto, era soddisfacente. «Grazie mille, Helfire.»
«Com’è stato il vostro lungo riposo?» domandò lei, mentre sulle sue labbra andò a formarsi un piccolo, nonché sincero sorriso. «Spero che nessuno, vi abbia disturbato…» si fermò, per poi riprendere. «Dopotutto non credo che esista qualcuno così stupido da non sapere cosa gli accadrebbe se vi avrebbe disturbato inutilmente.»
L’uomo alzò il sopracciglio, ascoltando le parole della ragazza. “Cosa vuole? Perché è qui, perché mi dice queste cose? Eppure è molto sincera…lo noto dal suo battito cardiaco, regolare.” Pensò Ron, incuriosito.
«No, per fortuna nessuno mi ha disturbato. Solo fastidio al mio ritorno, speravo un po’ di più, invece sempre pronti con l’ascia di guerra.» Fece una smorfia di disprezzo. «Ma vabbè, pazienza. Non gli darò filo da torcere, come sempre.»

giphy

Ron scese dagli scalini che portavano al trono, avanzando verso la ragazza al centro dell’enorme sala.
«Sapete com’è…vogliono mettersi in mostra cercando di “sconfiggere” il creatore della magia, anche se…è da sciocchi anche solo pensare di piegarvi al loro volere, essendo voi stesso la magia…il potere stesso. È meglio ignorarli.»
«Mi fa piacere che pensi questo di me, mia cara.» Disse Ron, sempre molto più incuriosito, ma soddisfatto da quelle parole sincere, in fondo tra loro c’è sempre stato legame essendo la sua vecchia regina. Una delle tante? Solo Ron può saperlo.
«E comunque li ignoro, ma allo stesso tempo rendo la loro vita un inferno.»
«Sapete che vi ho sempre ammirato…» Disse lei. «Avrei imparato tanto da voi.»
«Non c’è stato impegno da parte tua, peccato.» Controbatté velocemente Ron. La ragazza sospirò e abbassò lo sguardo, annuendo alle sue parole…«Si…e ho sbagliato. Me ne pento…ho perso una buona occasione.» fece un altro profondo respiro. «Ma allora, non credo fossi pronta.» Ron la guardò assottigliando di poco gli occhi. «Ora lo sei?» le domandò. «Si, mio Signore.» rispose velocemente e con convinzione, lei.
«Non mi fido di nessuno, ma per avere i miei insegnamenti dovrai fare dei sacrifici, spero non troppo dolorosi.» fece un ghigno, mostrando parte dei suoi denti bianchi. «Se devo fare dei sacrifici per avere voi, come mio maestro…mio mentore…io li farò.» guardò l’uomo dritto nei suoi occhi profondi e…vuoti. «Non devi avere più contatti con altri, con la tua famiglia, sangue del tuo sangue…e per famiglia intendo tua sorella. Non esistono per te. Non devi divulgare i miei allenamenti, i miei metodi, insegnamenti…Se lo verrò a sapere, non ti ucciderò.» Si fermò, continuando a guardarla nei suoi occhi…i suoi invece erano chiari, molto vivaci. Ron con il solo sguardo riusciva a smuovere tutto dentro le persone. «Ma di peggio, ti farò vivere senza i tuoi poteri, nel tuo incubo peggiore, nel tuo subconscio, un loop di disastri e morte. Soffrirai, e non ti libererò mai da questa cosa, nemmeno con il tuo supplicarmi pietà e perdono…io non perdono.»
La ragazza deglutì ascoltando quelle parole, il suo tono, i suoi occhi minacciosi che la puntavano ogni secondo, si sentiva minacciata e in pericolo. Aveva paura e faceva bene. «Non tradirò la vostra fiducia.» disse con tono molto deciso, per poi continuare «Ma… Se posso chiedere, vorrei sapere perché? Perché non potrò avere più contatti con la mia famiglia, o con altre persone a me care?» Ron la fulminò con lo sguardo. «Sono deboli. Tu vuoi essere debole? I sentimenti si intrometteranno nei tuoi duelli o nei tuoi futuri piani malvagi, se li avrai. E i sentimenti non ti farebbero fare scelte che dovresti fare, verrai condizionata da ciò. Non avrai mai ciò che vorrai, e sarà un punto debole. I tuoi nemici andranno ad attaccare loro per renderti debole, per farti mollare. Dovrai mostrare freddezza, nessun sentimento.» rispose con voce rauca.
«No…non voglio essere debole.» disse lei, quasi sussurrando «Accetti?» Domandò Ron «Si, accetto. Non vedo l’ora. Mio Signore…Domani dovrò presentarmi qui?» Ron annuì semplicemente alla sua domanda. La ragazza sorrise appena «Chiamatemi…ed io verrò da voi.» Dopodiché si voltò e si allontanò, dirigendosi fuori dalla sala del trono. Ron vide la ragazza uscire dalla sala “Oh, Cassandra” pensò, accarezzandosi il mento osservò il corpo della ragazza, le sue forme, per poi vedere scomparire la sua sagoma in lontananza.

firmafa -FreedomArt

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